Non ho abbandonato il blog, anche se è davvero molto che non scrivo.
Raffaella è nata il 26 febbraio, con taglio cesareo di urgenza perché era trattenuta dal cordone ombelicale. È andato tutto bene, però questa cosa mi ha scosso parecchio.
Raoulino è diventato un ometto, beve dalla bottiglia e dal bicchiere in vetro da solo ed ormai ha abbandonato la sbobba in brodo e mangia quello che mangiamo noi, ovvero maccheroni al pomodoro e carne ai ferri, anche se il suo amore rimane sempre il pane e la pizza (della quale ora mangia anche la mozzarella.) Il suo giocattolo preferito è un piccolo camion di plastica e adora salire sulle sedie. Vuole fare tutto quello che faccio io mentre lo faccio io e ogni tanto fa le carezze spontaneamente a Raffaella.
Per quanto riguarda la parola, però siamo ancora indientro, possiamo dire che non parla in maniera comprensibile (non lo capisco).

Per il resto vi aggiornerò prossimamente.

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Ebbene sì, Raoulino ha fatto il pastorello (o meglio, l’agnellino, visto le sembianza) nel presepe vivente di Castello. Non so come siamo riusciti senza danni, anche se finita la sfilata abbiamo dovuto portarlo urgentemente dai nonni perché non ne poteva più, aveva fame e sonno, poveretto!
Per le foto vi rimando a Facebook, sono lì.

Intanto ne approfitto per darvi il Buon Natale!!!!

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Bene, sono in vena creativa: sto tentado di disegnare il cartamodello di uno scamiciato, non ho idea se riuscirò a finirlo prima di Natale, io spero vivamente di sì, anche se ne dubito fortemente. Domattina mi avvierò alla ricerca della stoffa…

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(per le foto andate nel mio profilo di facebook :P )

Per la prima volta sono stata ad un raduno di un forum e devo dire di essermi divertita davvero tanto. Spero di avere altre occasioni simili^^

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Copioincollo questa lettera dal sito ufficiale con la speranza che sia più visibile nel mare del web e che qualche persona in più sappia che cosa sta succendendo in Congo (se aspettiamo di conoscerlo dal telegiornale stiamo freschi…)

La voce di un Missionario sulla drammatica situazione del Nord Kivu ( R.D.Congo)

Cari Amici,

sto seguendo anch’io con immensa amarezza qui da Bukavu, capoluogo della Provincia del Sud Kivu il susseguirsi dei drammatici avvenimenti e la tragedia umanitaria in atto a Goma e nella Provincia del Nord Kivu.

Sono anni che la situazione è critica e instabile nel Kivu e sono anni che queste popolazioni vivono il calvario interminabile dell’insicurezza permanente e dei conflitti armati causati dai cosiddetti “Movimenti ribelli”. L’ultimo, in ordine di cronaca, è il CNDP (Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo) di cui è leader il generale dissidente Tutsi, Laurent Nkunda.

Perché l’Est del Congo continua ad essere martoriato da tutti questi conflitti armati che hanno già causato il terrificante bilancio di più di quattro milioni di morti?

I principali motivi mi sembrano due, strettamente connessi tra di loro.

1° – La Regione del Kivu è estremamente ricca di materie prime ( Coltan, Niobium, oro, cassiterite..) molto ricercate da certe Multinazionali. L’ occupazione militare di ampie porzioni di territorio congolese da parte di questi “ribelli” “appoggiati dal vicino Rwanda, consentono loro di beneficiare di gran parte delle ricchezze sfruttate in maniera selvaggia e incontrollata in questa Regione, in compenso del contributo finanziario offerto ai protagonisti della guerra

2° – Il regime di Kigali, forte dell’appoggio di alcune Potenze occidentali ( in prima linea, Stati Uniti e Gran Bretagna) mira ad estendere la sua egemonia sull’Est del Congo creando, tramite i cosidetti “Movimenti ribelli” congolesi di matrice rwandofona, uno Stato secessionista sotto la sua diretta influenza. E’il primo passo per realizzare il sogno tanto ambito e tenacemente perseguito, della creazione di un “Impero Tutsi dei Grandi Laghi”.

Poco importa se la realizzazione di questo obiettivo economico e geo-politico comporta come conseguenza tante sofferenze inflitte alle popolazioni civili e lo sterminio di tante persone.

La ribellione in corso del CNDP, capeggiata dal Generale dissidente Laurent Nkunda, dopo quella infruttuosa del RCD ( Raggruppamento Congolese per la Democrazia) del ‘98, è un ulteriore tentativo di raggiungere questo scopo.

Questo nuovo conflitto, già in atto già da alcuni anni sotto forma di “dissidenza armata”, a fine agosto, nonostante gli impegni presi nel gennaio 2008 in occasione della Conferenza di Goma, si è riacceso con rinnovato vigore sfociando in una dichiarazione di guerra aperta contro il Governo di Kinshasa.

Il dramma umanitario che le popolazioni del Nord Kivu vivevano già da anni si è improvvisamente aggravato e di colpo è balzato sulle pagine dei giornali diventando la “notizia shock” anche delle radio-televisioni europee.
Si tratta in effetti di una vera e propria catastrofe umanitaria, certamente più imponente di quella del Darfur.

Oltre alle vittime dirette dei combattimenti e alle atrocità della guerra, circa un milione e mezzo di sfollati, costretti a fuggire dai loro villaggi, vivono ammassati in campi profughi sotto ripari di fortuna, affamati ed esposti, a 1.500 e più metri sul livello del mare, al freddo e a tutte le intemperie della stagione delle piogge.

In questa drammatica situazione, gli aiuti umanitari dell’Onu, a parte il fatto che spesso sono impediti dagli scontri armati e dalla situazione permanente di insicurezza, arrivano sempre con notevole ritardo, in maniera del tutto insufficiente e solo ad un’infima minoranza dei profughi.

Quando 14 anni fa’ arrivarono a Goma un milione e mezzo di profughi dal Rwanda sono stato testimone diretto di una tragedia analoga, che tuttora mi è impossibile dimenticare.
Quel dramma si ripete oggi sulla pelle delle povere e inermi popolazioni congolesi del Nord Kivu senza che questa tragedia susciti indignazione e volontà politica di porvi termine.

Perché la Comunità Internazionale tarda tanto a intervenire in maniera efficace?
Perché tante tergiversazioni e tanti sterili balletti diplomatici mentre popolazioni intere sono vittime di atrocità, massacri e tanti innocenti muoiono ogni giorno di fame o di malattie?
Perché la MONUC, l’imponente contingente di 17.000 Caschi Blu inviato dall’ONU per tutelare la pace e difendere le popolazioni civili è, di fatto, così “inefficace” e venendo costantemente meno al suo mandato, è accusato dalla popolazione congolese di essere “complice” dei ribelli?
Perché la proposta della Francia di inviare d’urgenza un Contingente militare Europeo “Artemis II” al fine di arrestare il conflitto e ridare sicurezza a quelle popolazioni martoriate è stata così frettolosamente scartata ?

La grande ipocrisia

Dietro la tragedia del Nord Kivu si nasconde una grande ipocrisia.
E’ opinione ormai comune di molti congolesi che esista un vero “complotto internazionale” contro il Congo, un piano dettagliatamente programmato allo scopo di “smembrare” questo Paese considerato troppo grande e ingovernabile, favorendo così le mire egemoniche del regime di Kigali.
Nell’incessante susseguirsi di vertici, mediazioni e dichiarazioni diplomatiche, tutti fanno finta di voler tutelare l’integrità territoriale e la sovranità nazionale del Congo, mentre in realtà nessun intervento serio e concreto viene fatto per neutralizzare i “ribelli”.

Il recente massacro operato a Kiwanja dai soldati del CNDP sotto gli occhi dei Caschi Blu che si sono guardati bene dall’intervenire e l’ennesimo vertice diplomatico di Nairobi, definito dai ribelli stessi “totalmente inutile”, ne sono un’ulteriore conferma.
La gente è delusa. Ed è stanca di continuare a subire quotidianamente le conseguenze devastanti di questa grande ipocrisia internazionale.

Cosa potete fare voi concretamente di fronte a questa situazione?

- Innanzitutto dare la propria adesione all’appello lanciato in Italia dai Gruppi più impegnati per la pace nel Congo (vedi allegato) per indurre l’Unione Europea a un intervento efficace per ristabilire la pace nel Kivu e porre termine al dramma umanitario in corso.

- Volendo, potete inviare anche un vostro aiuto finanziario. Non alle cosiddette “Organizzazioni Umanitarie” che utilizzano gran parte dei fondi per i salari dei loro agenti, per la “logistica” e la loro organizzazione burocratica, ma ai Missionari che lavorano in maniera veramente disinteressata e sono molto più vicini alla gente.
Certo, non saranno questi contributi in danaro a risolvere i gravi problemi che stanno vivendo i profughi. Ma permetteranno ai missionari di portare soccorso a tante famiglie diseredate e a salvare delle vite umane. E questo non è poco.

A Goma, noi Missionari Saveriani, abbiamo una Comunità di Padri che operano proprio in prossimità di alcuni campi di profughi.

Rischio di un’estensione del conflitto

La nostra situazione qui a Bukavu attualmente è calma. Ma sulla base dell’esperienza vissuta nelle due guerre precedenti e in seguito alle recenti provocatorie dichiarazioni del generale Nkunda di voler portare la ribellione fino a Kinshasa, un sentimento di inquietudine e di paura serpeggia tra la gente. Si teme l’estensione del conflitto armato anche nel Sud Kivu.
E questo avverrà certamente nel caso in cui gli Stati Uniti e l’Unione Europea continuino a tergiversare consentendo alle truppe ribelli del CNDP di estendere impunemente la loro ribellione armata alle altre Province del Congo.
Chi potrà allora immaginare le conseguenze devastatrici di questa nuova escalation militare e la catastrofe umanitaria che ne deriverà?

P. Giovanni Querzani
Missionario a Bukavu (R.D.Congo)

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Ho piantato della valeriana, le erbe sono le mia nuova mania.
Non ho la minima idea di che farmene, mi cercherò un erbario XD

Staremo a vedere…

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Ok, il vestito “signorina Rottenmeyer” è arrivato! Dai, gioite con me!
È decisamente invernale, ho appena indossato e fa davvero caldo.
La cosa bella è che mi sta!!! È della mia misura! Eviiva evviva!!!! ^________^
Presto farò una fotina!

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Il vestito stile “signorina Rottenmeyer” è a Bologna >_< Chissà se arriva entro oggi O_o.

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Ok, presto arriveranno *tutte* le mie spese pazze on line, vi metto le immagini in anteprima dai siti.

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Vestito modello “signorina Rottenmeiyer” di Heidi.

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Scarpe puccettine che sicuramente mi staranno ultrastrette.

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Sciarpa per Giacomino (unica cosa che sarà decente).

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Sottogonna “puzzone” (o almeno così mi hanno detto Oo’)

Spero vivamente di non aver sprecato i miei soldini ^^””’

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Ieri sera sono stata per la prima volta al minigolf, era una vita che ci volevo giocare, ma non ne ho mai avuta l’occasione. È bello, mi sono divertita, sono imbranata ma non è così difficile come pensavo.
Diciamocelo, le 18 buche come manutenzione lasciavano parecchio a desiderare, comunque almeno non avevamo la calca e abbiamo fatto con calma anche ripetendo più volte le stesse buche XD

Spero di tornarci un giorno o l’altro^^

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